CHE DIFFERENZA C'È TRA PLUSDOTAZIONE ED ALTO POTENZIALE COGNITIVO?

  • I termini nel gergo comune possono essere utilizzati in modo indistinto. Giovanni Galli, grande esperto, ritiene che sono tutti APC. Mentre per altri cultori del tema suggeriscono una distinzione dei termini nel seguente modo: QI (quoziente intellettivo) da 123 a 129: Alto Potenziale Cognitivo, QI uguale o superiore a 130: Plusdotazione, In generale è importante sottolineare come l’universo dell’APC/Plusdotazione sia ricco di sfaccettature che non possono essere limitate al quoziente intellettivo.

PERCHÈ MIO FIGLIO/A NON AMA LA COMPAGNIA DEI SUOI COMPAGNI MA RICERCA QUELLA DEI BAMBINI PIÙ GRANDI?

  • Avere uno sviluppo intellettivo così precoce può portare questi bambini a non sentirsi a proprio agio con i coetanei perché visti come poco interessanti, immaturi, con interessi differenti e non in grado di saziare la loro sete di apprendimento. I bambini APC/Plusdotati sono molto curiosi e abili investigatori della realtà, della quale notano anche i più fini dettaglia. Le loro domande molte volte non possono trovare risposta dai pari e per questo preferiscono la compagnia di bambini più grandi e adulti.

PERCHÈ MIO FIGLIO/A SI ANNOIA A SCUOLA E NON HA VOTI ALTI NONOSTANTE IL QI ELEVATO?

  • Essere bambini APC/plusdotati non significa per forza essere bravi a scuola. Alcuni bambini sviluppano sensazionali capacità intellettive in aree tipiche scolastiche mentre altri potrebbero avere una spiccata bravura in aree artistiche e mostrare difficoltà in aree come il calcolo matematico o il linguaggio. Le aree sviluppate, però, portano il bambino ad essere intellettualmente molto più abile e veloce dei pari portandolo a non trovare difficoltà a risolvere quesiti e verifiche. La poca stimolazione data dalla scuola fa si che il bambino si disinteressi alla lezione, a suo avviso eccessivamente facile e poco stimolante, e provando così noia.

PERCHÈ MIO FIGLIO/A SI ANNOIA È EMOTIVAMENTE FRAGILE?

  • Essere bambini e ragazzi APC/Plusdotati non è semplice. Lo sviluppo precoce di alcune capacità intellettive spesso non va di pari passo con lo sviluppo emotivo che potrebbe seguire le consuete tappe della crescita durante l’età evolutiva. C’è la possibilità che siano proprio le capacità emotive (intelligenza emotiva) a svilupparsi precocemente ma molte volte capita che il bambino si mostri più fragile perché privo delle armi che gli servirebbero per affrontare l’intelligenza che possiede. Inoltre la poca stimolazione a scuola e i possibili problemi con i pari lo portano a sviluppare problematiche emotive.
  • ATTENZIONE! Non esistono formule che possano descrivere tutti i bambini APC/Plusdotati, ogni bambino è unico e speciale a modo suo quindi potrebbe presentare difficoltà singolari e diverse da altri bambini. Ciò che viene esposto ha un carattere prevalentemente statistico ma esistono altrettanti casi di bambini APC/Plusdotati senza questi particolari problemi.

CHE IMPORTANZA HA LA VALUTAZIONE? PERCHÈ FA LA DIFFERENZA?

  • La valutazione è essenziale per consentire ai genitori di aiutare il proprio figlio/a a superare le difficoltà date dalla sua speciale condizione. La consapevolezza delle proprie potenzialità e capacità consente di ideare percorsi speciali e su misura per i bambini in modo da creare meno disagio scolastico, più stimoli e piani didattici che consentano un migliore apprendimento e una soddisfazione maggiore che gioverà al bambino durante il corso dell’intera vita.

IL QI PUÒ SOLO AUMENTARE O PUÒ DIMINUIRE CON IL TEMPO?

  • Il Quoziente Intellettivo non si stabilisce mai definitivamente. Le nostre conoscenze e abilità sono in continua evoluzione così come il QI. In letteratura esistono bambini APC/Plusdotati che negli anni hanno diminuito il proprio potenziale perché non incentivato in modo adeguato. Qui la scuola ha il ruolo di non perdere questi talenti e curarli fin da piccoli.

MIO FIGLIO/A PUÒ ESSERE APC/PLUSDOTATO E ALLO STESSO TEMPO AVERE DEI DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO O ALTRI DISTURBI TIPICI DELL'ETÀ EVOLUTIVA?

  • Certo! Esiste una categoria di bambini Plusdotati doppiamente eccezionali. Sono bambini che hanno contemporaneamente un disturbo in un’altra area (ADHD, iperattività, disturbo dell’apprendimento come dislessia, disgrafia o discalculia ecc…). Solitamente mostrano bassi livelli di autostima, si mostrano molto vulnerabili e hanno un grande disagio scolastico che li porta ad avere un basso rendimento.

PERCHÈ È IMPORTANTE CHE GLI INSEGNANTI SIANO FORMATI SUL TEMA DELL'APC/PLUSDOTAZIONE?

  • Perché è essenziale che questo potenziale venga scoperto il prima possibile. Prima viene reso noto prima si possono creare piani didattici personalizzati che non portino a noia, difficoltà emotive, disinteresse scolastico, frustrazione e altri sentimenti negativi. Gli insegnanti passano molto tempo con i bambini e, se formati, sarebbero in grado di accorgersi degli estremi di APC/Plusdotazione informando così i genitori.

E VERO CHE I BAMBINI APC/PLUSDOTATI HANNO BISOGNO DI MENO ATTENZIONI RISPETTO AGLI ALTRI PERCHÈ SONO MOLTO INTELLIGENTI?

  • Questo è un mito da sfatare! I bambini APC/Plusdotati per quanto abbiamo capacità e potenzialità intellettive superiori ai coetanei hanno la necessità di particolari attenzioni. Lezioni più stimolanti e incentrate sul problem solving che possano aiutare a sviluppare le già elevate capacità. Inoltre questi bambini non sono esenti da problematiche e difficoltà legate alla loro percezione di essere “diversi” dai compagni.

IL BAMBINO APC/PLUSDOTATO PUÒ AVERE DEI FALLIMENTI SCOLASTICI? PERCHÈ?

  • La noia e la poca stimolazione durante le lezione può portare al disinteresse per la scuola. Il bambino non è motivato e il seguire le lezioni lo rende progressivamente sempre più frustrato fino ad arrivare ad un momento di rottura che coincide con la totale noncuranza dell’aspetto educativo proposto dalla scuola con il conseguente abbandono.

ESSERE PLUSDOTATI TI SEMPLIFICA LA VITA?

  • Assolutamente no! Essere bambini e ragazzi APC/Plusdotati può essere difficile. In primo luogo perché non si è riconosciuti dalla società e dallo stato il quale non riferisce chiare linee guida per un supporto adeguato. In secondo luogo anche la scuola non offre programmi adeguati per arricchire e incrementare i programmi didattici. Infine, non è facile per questi bambini trovarsi tra pari, solitudine e incomprensione sono spesso presenti ed accompagnati da comportamenti inadeguati per sfuggire dall’insoddisfazione percepita tra i banchi di scuola e le mura di casa.

-Prof. Steven Pfeiffer e Dr.ssa Mecchi Daniela Silvana.

INTERVISTA CON IL PROF. STEVEN PFEIFFER (USA), PER LA PRIMA “SETTIMANA DI SENSIBILIZZAZIONE GIFTED” IN GERMANIA (2013).

CHI è IL PROF. STEVEN PFEIFFER (USA)?

Steven Pfeiffer è un professore del College of Education presso la Florida State University. Prima del suo incarico alla FSU, il dottor Pfeiffer era un professore alla Duke University. Per cinque anni ha lavorato come Direttore Esecutivo del programma per studenti dotati alla Duke, ovvero il “Talent Identification Program” (Duke TIP). L'anno scorso era un Visiting Distinguished Professor presso l'Istituto Nazionale di Istruzione a Singapore. Il professor Pfeiffer ha ricevuto il suo Ph.D. presso “University of North Carolina-Chapel Hill” nel 1977. La sua carriera include l'insegnamento presso l'Università della Pennsylvania, Fordham University e Tulane University, e ha anche servito come psicologo clinico nella Marina degli Stati Uniti. Ha testimoniato alla Casa Bianca nella prima Task Force nazionale sulla riforma sanitaria. Il Dr. Pfeiffer è uno psicologo abilitato e convenzionato con l’ American Psychological Association. Negli ultimi 30 anni ha lavorato con i bambini dotati e le loro famiglie, e con la sua pratica e il suo lavoro nel campo della creatività e dell'intelligenza emotiva ha ricevuto il premio Excellence in Research dalla Mensa Education & Research Foundation. Siede nel consiglio di amministrazione di numerose organizzazioni e riviste internazionali di talento. Dr. Pfeiffer è l’autore principale delle scale di valutazione Gifted, pubblicate da Pearson Assessment. La scala di Pfeiffer è tra le scale di valutazione più usate e ricercate nel campo del talento. È l'autore e coautore di oltre 150 articoli e capitoli di libri. Il suo Manuale di giftedness, pubblicato nel 2008, è un testo ampiamente utilizzato nei corsi Gifted. Ha recentemente completato un nuovo libro “Servizio del Gifted”, pubblicato quest'anno da Routledge. Dr. Pfeiffer ha lavorato come co-direttore del Florida Governor progetto School e co-direttore dell’Accademia di Ingegneria STEM, futuro per gli studenti delle abilità, promosso dal Centro Florida avanzata Aero-propulsione, NASA Kennedy Space Center e la NASA. Un popolare docente con un laboratorio leader, il suo recente lavoro si è concentrato su come noi, come una società sia in grado di assicurare il successo degli studenti dalle capacità e l'importanza di ciò che egli chiama "Punti di forza del cuore".

1 - Il Centro Globale per bambini dotati e di talento sta organizzando il primo Awareness Week Gifted in Germania. Cosa ne pensi dei Gifted Children e come possiamo sostenere il loro potenziale migliore?

Prima di tutto, è meraviglioso il fatto in Germania si stia celebrando un Awareness Week Gifted. Che bella e importante idea-per portare l'attenzione alle esigenze dei bambini e giovani di alta potenzialità. Penso che la società abbia bisogno di dare un’attenzione speciale e di protezione per le risorse di tutti i bambini. I nostri giovani sono il nostro futuro e il successo di qualsiasi Paese sta andando a dipendere da quanto bene ci occupiamo nel preparare la nostra prossima generazione ad essere cittadini responsabili, adulti attenti, sensibili e produttivi. I bambini ad elevata capacità sono una risorsa unica e, a mio parere, è dovere della politica prudente e sana di ogni società, destinare una congrua parte delle sue risorse economiche, per coltivare il loro pieno sviluppo. Storicamente, e anche oggi, è stata data una troppa piccola quota di spese governative diretta ai dotati di talento. Questo rende il tutto poco sensato. Alcuni leader nel settore dei talenti sostengono che questa situazione si basa su importi fuorvianti ed errati. Ritengono che i bambini con maggior potenziale hanno bisogno di meno sostegno e che se la caveranno benissimo senza sostegni sociali. Sappiamo bene dagli esempi nel mondo dello sport quanto questi Paesi hanno investito notevoli risorse verso lo sviluppo dei loro giovani prodigi atletici. Ciò per creare il maggior numero di classi mondiali di atleti d'élite che competono ai più alti livelli di concorrenza e ci ispirano con le loro realizzazioni sul campo di gioco. Perché questi Paesi non dovrebbero seguire questo stesso modello di individuazione precoce sul talento e sullo sviluppo nel mondo degli accademici, così come nell’arte, teatro, danza, musica, e altri domini di valore?

2 - Raccontaci la tua ricerca in Gifted Education, i tuoi nuovi libri e la tua esperienza in Gifted Education.

I miei studenti laureati ed io, nel nostro laboratorio di ricerca di talento presso la Florida State University, stiamo studiando una serie di argomenti affascinanti. Ad esempio, stiamo esplorando quali fattori potrebbero innescare il prendere in giro e/o il bullismo tra gli studenti e i bambini con abilità. Stiamo indagando sulla teoria della mentalità provocatoria di Sia Dweck e la sua relazione alla motivazione che vale per gli studenti ad elevata capacità. I risultati della nostra ricerca preliminare non supportano necessariamente il lavoro di Dweck! Il nostro laboratorio di ricerca sta esplorando come i medici decidono, a quali test, misure e criteri sono applicabili e perché. I miei studenti laureati vengono a studiare con me, con passione e idee di ricerca creativa, rendendo il nostro lavoro molto piacevole. Il mio libro più recente, pubblicato quest’anno da Routledge per la sua "pratica School-Based in Action Series", è intitolato “Servire il Gifted”: riguarda la pratica clinica e psico-educativo Evidence-Based. Sono molto soddisfatto delle prime reazioni al libro e spero mi faccia guadagnare un’ampia visibilità. Il libro offre alcune nuove e, credo, idee provocatorie su come definire, identificare le realtà e concettualizzare il concetto di giftedness, modi di progettare curriculum ed istruzione per gli studenti con abilità, e i metodi per lavorare con gli studenti dotati e di talento che presentano problemi sociali, emotivi o comportamentali. Il libro include un capitolo finale su "Domande frequenti per quanto riguarda il Gifted" che i lettori trovano particolarmente utile. Le domande si basano su un campione rappresentativo di domande che ho chiesto nel corso degli anni dai genitori, educatori, psicologi, medici e ragazzi di talento! Ora sto lavorando a un nuovo libro per Wiley "Essentials of Psychological Assessment Series”. Il libro sarà intitolato “ “Essentials rating of Gifted”. Sono molto entusiasta di questo libro! Per quelli di voi che hanno familiarità con la mia scrittura, sapete che parlo molto di miti e con folclore trattano la verità nel campo del talento. Ad esempio, il talento è qualcosa di reale. Oppure, se un bambino viene testato e identificato come dotato in base al QI in giovane età, allora è sempre dotato. Il mio nuovo libro per Wiley, si spera, aiuterà a dissipare alcuni dei miti del talento di lunga data nel campo dei talenti, in particolare quelli relativi alla valutazione del talento.

3 - Quali sono alcuni dei bisogni emotivi del Gifted che devono essere sostenuti?

I bambini ad alto potenziale hanno gli stessi bisogni emotivi di tutti i bambini e dei giovani. Hanno bisogno di nutrimento, di essere curati e amati. Hanno bisogno di essere supportati e guidati nella loro vita e di essere istruiti da genitori premurosi e da altri adulti preparati, sulle giuste ed eque regole della società. Devono essere dotati di confini e strutture, per poter essere adeguati allo sviluppo, in modo che possano sentirsi a proprio agio, rispettati e protetti. Come tutti i bambini, hanno bisogno di sentirsi apprezzati e importanti. In molti modi, i bambini gifted sono una popolazione con bisogni speciali e, come ogni gruppo con bisogni speciali, hanno bisogni emotivi unici. Ciò deriva dal loro status speciale, che può essere sia una benedizione che una maledizione, e spesso è entrambe le cose! Nella mia pratica clinica, ad esempio, vedo bambini e adolescenti dotati che vengono spesso fraintesi dai loro genitori, familiari e coetanei, presi in giro o ignorati da altri studenti, giudicati male in classe e non sincronizzati con gli altri. Questo crea particolari problemi e bisogni emotivi, nel mio lavoro di consulenza mi rivolgo ai giovani talenti e ai loro genitori. Nel mio libro, Serving the Gifted, parlo di come insegnanti, genitori e terapisti possono aiutare i bambini di talento che non si sentono emotivamente compresi o stavano vedendo i loro bisogni sociali (o intellettuali) poco soddisfatti.

4 - Raccontaci di intelligenza emotiva e perché è importante prendersene cura?

L'intelligenza emotiva o EI è un costrutto pulito che ha tuttavia guadagnato l'interesse e l'attrazione del pubblico in generale, e per una buona ragione! È difficile non essere d'accordo con l'idea che l'intelligenza emotiva sia importante quanto l'intelligenza intellettuale tradizionale, anche se non siamo esattamente sicuri di cosa significhi EI! Comprendere le proprie emozioni ed essere in grado di "leggere" accuratamente le emozioni degli altri, controllare le proprie emozioni ed essere in grado di agire in modo razionale e ponderato, non essere sopraffatti da ondate di emozioni incontrollabili sono cose buone! Nel nostro laboratorio di ricerca abbiamo alcune indagini condotte sull’ EI e relativi costrutti. Uno dei miei studenti di dottorato ha iniziato uno studio affascinante esaminando l'importanza dell'IE sull'efficacia complessiva di consulenti e psicoterapeuti. Parlo molto di un concetto relativo all'IE nei miei scritti: l'idea di avere successo nella vita richiede sia la forza del cuore che la forza della testa. E potrei cadere in quelli di cui parlo come forze del cuore. Altri punti di forza del cuore sono l'umiltà, l'empatia, la gratitudine, la gentilezza, la generosità e l'apertura mentale. Nella mia esperienza, i punti di forza tesi del cuore sono importanti tanto quanto i punti di forza della testa: intelligenza, creatività, curiosità, nel prevedere il successo di persone ad alta capacità.

5 - Qual è il suo messaggio per la prima settimana di sensibilizzazione sul talento in Germania?

Sono così contento che la Germania abbia lanciato la “Settimana di Sensibilizzazione Gifted”! Spero che lo abbia fatto non solo per aumentare la consapevolezza circa le esigenze dei bambini Gifted in tutto il paese, ma anche perchè serve da esempio per dare inizio ad un impegno sostenuto per la nuova politica delle risorse ai bambini e giovani di alta capacità. Sarebbe molto emozionante davvero!

- Carol Dweck, Psicologa e Prof.ssa alla Stanford University.

Intervista pubblicata dalla dott.ssa Elisa Vezzi in Psicologia 4 Aprile 2018 a Carol Dweck

La forza del credere di poter migliorare di Carol Dweck

Carol Dweck ci spiega come sia fondamentale lodare i bambini e i ragazzi non per il risultato che raggiungono ma per l’impegno che dedicano. Questo aiuta loro ad amare le sfide considerandole come un’opportunità di apprendimento e non una minaccia.

Il potere del non ancora

C’era una scuola a Chicago dove gli studenti dovevano superare una lunga serie di esami per potersi diplomare. E se non riuscivano a passare un corso, ottenevano il voto “non ancora”. “Non ancora” significa semplicemente che non sei ancora pronto, che arriverà quel momento, che hai bisogno di metterci ancora un po’ di impegno e perseveranza. Suona molto diverso da quello che ricordo essere stata l’esperienza scolastica, dove c’era inevitabilmente un gruppo di studenti che andava male a scuola e che per tutti i successivi anni di studio avrebbe accumulato una lunga serie di voti insufficienti e una buona dose di frustrazione. Alcuni sarebbero bocciati, avrebbero cambiato scuola o interrotto gli studi. Era come se ormai fossero irrimediabilmente bollati come quelli che andavano male a scuola, era diventata per loro un’identità.

La reazione al fallimento

Carol Dweck, professoressa di Psicologia all’Università di Stanford, studia il modo in cui bambini e ragazzi affrontano compiti difficili. In uno studio della Prof. Dweck, ad alcuni bambini di 10 anni veniva chiesto di risolvere un problema complesso e leggermente superiore alle loro abilità. Alcuni studenti si sentivano stimolati ed eccitati dal fatto di poter imparare qualcosa di nuovo e non si preoccupavano di poter sbagliare, fiduciosi che le loro abilità potessero essere sviluppate anche grazie all’errore. Questo è quello che la prof. Dweck chiama il Growth Mindset (mentalità della crescita). Altri studenti invece, nel trovarsi di fronte alla propria difficoltà, sentivano giudicata la propria intelligenza e vivevano l’esperienza come tragica o catastrofica e cercavano di evitarla. Questa predisposizione mentale è definita Fixed Mindset perché considera le abilità possedute, il talento, l’intelligenza come tratti fissi e non potenziabili. Questi studenti non riuscivano a risolvere il problema. E, intervistati dai ricercatori, dichiaravano che la prossima volta avrebbero cercato di copiare, o si sarebbero confrontati con qualcuno che avesse fatto peggio di loro. Un po’ alla volta insomma sarebbero fuggiti dalle difficoltà.

Lodare l’impegno invece del risultato

Negli Stati Uniti gli studenti sono ora ossessionati dai voti, il loro più grande obiettivo è prendere 10. Crescono con un costante bisogno di validazione e rinforzo e una bassa autostima di base. Carol Dweck Cosa possiamo fare? Carol Dweck suggerisce di smettere di lodare l’intelligenza e il talento (ossia il risultato) e iniziare a lodare il processo, lo sforzo, la strategia, l’impegno, l’evoluzione, la perseveranza. Questo tipo di rinforzo, è stato dimostrato, aumenta l’impegno a lungo termine, il coinvolgimento, la motivazione, la fiducia e anche il risultato.

Amare le sfide

In un altro studio i ricercatori hanno spiegato ad un gruppo di studenti che ogni volta che uscivano dalla zona di confort per imparare qualcosa di nuovo, il loro cervello creava nuove connessioni e diventavano più brillanti. Il gruppo di studenti a cui era stato spiegato questo fenomeno mostravano un costante miglioramento nei voti nel corso dell’anno successivo, rispetto al gruppo che non aveva avuto questa spiegazione. In questi studenti, in particolare coloro che cronicamente ottenevano prestazioni basse, si osservavano risultati strabilianti.

Perché?

Era stato trasformato il modo in cui i ragazzi si approcciavano alle sfide e alle difficoltà. Prima erano considerate una minaccia, il rischio di mostrarsi inadeguati. E venivano evitate. Questo impediva al ragazzo di sbagliare e apprendere, sviluppando così nuove capacità e rafforzando l’autostima. Le imprese difficili erano diventate un’occasione per apprendere nuove abilità, creare nuove connessioni neuronali e diventare più intelligenti.

Tratto dal Ted Talk di Carol Dweck